Già un anno.
Un anno che non ha cancellato assolutamente nulla, almeno per me.
E starò bene attenta perché non succeda mai.
Oggi ho questa per la mente. È per voi. Per noi. Per il gruppo magnifico che siamo stati. Per avermi salvato in un momento nero. Per tutta la positività e la gioia di vivere che avete portato nella mia vita.
Io vi ringrazio, sconosciuta compagnia...
Mi sono alzato
mi son vestito
e sono uscito solo solo per la strada
Ho camminato a lungo senza meta
finché ho sentito cantare in un bar
finché ho sentito cantare in un bar
Canzoni e fumo
ed allegria
io ti ringrazio sconosciuta compagnia
Non so nemmeno chi è stato a darmi un fiore
ma so che sento più caldo il mio cuor
so che sento più caldo il mio cuor
FELICITÀ
TI HO PERSO IERI ED OGGI TI RITROVO GIÀ
TRISTEZZA VA
UNA CANZONE IL TUO POSTO PRENDERÀ
Abbiam bevuto
e poi ballato
è mai possibile che ti abbia già scordato?
Eppure ieri morivo di dolore
ed oggi canta di nuovo il mio cuor
oggi canta di nuovo il mio cuor.
TI HO PERSO IERI ED OGGI TI RITROVO GIÀ
TRISTEZZA VA
UNA CANZONE IL TUO POSTO PRENDERÀ
VERGOGNA







Evidentemente è questo, nient'altro che questo, che gli italiani si meritano.
Evidentemente non si meritano niente di meglio che un presidente del consiglio che mente e li prende per il culo da 14 anni (è stato stimato che in occasione di un comizio della durata di 115 minuti circa, sia arrivato a mentire 85 volte), e potrà comodamente continuare a farlo per i 5 anni a venire.
Un presidente del consiglio che ha rapporti inquietanti e documentati con la mafia, e che ha pure il coraggio di definire "eroe" Mangano (il mafioso che ha ospitato per alcuni anni come stalliere della villa di Arcore).
Un presidente che ha alle spalle una sequela impressionante di processi per corruzione giudiziaria, falsa testimonianza, finanziamento illecito a partiti e falso in bilancio.
(Beninteso, se tuttora si trova in libertà non è certo perché quelle accuse si sono dimostrate false e lui è stato assolto: è stato riconosciuto colpevole nella stragrande maggioranza dei casi, e se non è stato condannato è grazie alle leggi ad personam che si è fatto fare su misura, alla scadenza dei termini di prescrizione e ad amnistie varie. Senza contare che i casi di assoluzione sono stati tali solo grazie alla modifica della legge sul falso in bilancio, che grazie alla solerte opera di Berlusconi non costituisce più reato).
Un presidente che "si è fatto da solo"...sì, ma grazie a finanziamenti di provenienza dubbia, probabilmente mafiosa.
Un presidente che si è arrogato il diritto di cacciare Luttazzi e giornalisti come Biagi e Santoro dalla televisione pubblica perché colpevoli di svolgere seriamente il loro lavoro, cioè la divulgazione dell'informazione, e che ha avuto pure il coraggio di definire il loro lavoro come un "uso criminoso della televisione pubblica".
Un presidente che, è stato stimato, controlla circa il 90% del panorama informativo italiano.
Un presidente che si lascia andare a dichiarazioni oltraggiose e a calunnie che in un qualsiasi paese veramente democratico (non certo in Italia, che è stata retrocessa dal grado di "libera" al grado di "parzialmente libera" dall'organizzazione americana Freedom House) gli varrebbero la fine della carriera. Ma non qui, dove può allegramente continuare ad accusare Di Pietro di aver ottenuto la laurea grazie ai servizi segreti, a insultare un calciatore per le sue preferenze politiche, a diffamare e ostacolare il lavoro di magistrati che svolgono con serietà e integrità la loro professione, a umiliarli dichiarando che dovrebbero essere sottoposti a periodici test di sanità mentale, e via calunniando.
Un presidente che con le sue continue aggressioni ai princìpi della Costituzione sta trasformando l'Italia in una sua impresa personale.
Un presidente la cui visione del mondo è a scomparti, articolata in base a pregiudizi e luoghi comuni: di qua la destra, ergo necessariamente il bene, e di qua la sinistra, ergo i comunisti, ergo necessariamente il male (categoria che inspiegabilmente comprende chiunque gli si opponga); da un lato l'uomo, che porta i soldi a casa, dall'altro la donna, la "padrona della casa", "la regina dei fornelli", cui viene tuttavia riconosciuto un ruolo fondamentale e gratificante in campo politico: preparare torte e crostate per gli scrutatori durante le elezioni. Ma non solo, alle donne sono riservate ben altre due opzioni di riserva: velina seminuda sposata a un calciatore (purché il calciatore non sia Totti che, si sa, non ci sta con la testa, altrimenti non appoggerebbe Veltroni) o moglie del suo ricchissimo figlio. Così risolviamo anche il problema dei lavoratori precari. Più di così che si potrebbe volere?
Mi fermo qui perché parlare di queste cose mi fa star male. D'altronde si sa che l'Italia è il paese dei furbetti e degli ignoranti, dove un qualunque giullare con i soldi che "si è fatto da solo" (anche se con quali mezzi non si sa), che fa un po' di teatrino, che non perde occasione di sbaciucchiare la mamma di fronte alle telecamere, che fa il piacione con le fighette e che promette panem et circenses è capace di far cadere gli italiani adoranti ai suoi piedi. Cosa ci aspettavamo? Che davvero l'Italia scegliesse un cambiamento concreto? Pfffffffff. Ma va'. "Italia" e "cambiamento" sono concetti che si escludono l'un l'altro.
Un governo la cui forza portante è Lega e senza nessun rappresentante della sinistra radicale. Andiamo bene.
Ma giuro che questa situazione non mi riguarderà ancora per molto.
Domani vado a chiedere informazioni per l'Erasmus.
Adieu.
Tanto lamentarsi e piagnucolare purtroppo non cambierà nulla.
E l'unica cosa da fare a questo punto è ripetere, ripetere, ripetere, ripetere fino alla nausea.
Ti odio, linguistica. Ti odio profondamente.
Materia maledetta e schifosa.
Basti pensare che si definisce come "lo studio scientifico della lingua".
La parola "scientifico" dice già tutto.
Giuro che se la passo non la guarderò più nemmeno per sbaglio.
E anche se non la passo...sono troppo stufa!!
Egocentrismo.
Come al solito prigioniera di mille paure, le mie compagne di sempre.
E come al solito in cerca di un equilibrio.
Èsoloquestioneditempoèsoloquestioneditempoèsoloquestioneditempoèsoloquestioneditempo
Spero di convincermene...
Ma non ho intenzione di lasciarmi buttare giù da chi non ha ambizioni né carattere e vorrebbe trascinare anche me nel vortice della sua depressione.
No, carissima. Mi dispiace tanto per te, ma IO ce la farò. Perché? Perché sì e basta. Punto.
Per ora può bastare...linguistica, torno da te...non l'avrai vinta!!
MUAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH!!

Perché vi ho amato e vi amo da morire.
Perché insieme abbiamo passato 6 giorni soltanto, ma sono stati i più belli della mia vita.
Perché non passa giorno che non pensi a voi, al viaggio, a Renzo, e non senta una fitta di nostalgia allo stomaco.
Perché quelli con voi sono stati i giorni che più rimpiangerò nella mia vita. E che più terrò cari.
Perché è difficile formare un gruppo affiatato e in armonia come lo siamo stati noi. Perfino nei suoi elementi "negativi". Siamo stati perfetti, puntoebbasta.
Perché sono partita con le lacrime agli occhi e una voglia irrefrenabile di scendere di corsa dall'autobus, e sono tornata con le lacrime agli occhi e la voglia irrefrenabile di non abbandonare più quell'autobus.
Perché siete stati un lampo di luce in un momento di buio profondo.
Perché vedere i campi di concentramento ci ha unito profondamente, e ci ha fatto capire quanto preziosa fosse quella cosa che stavamo costruendo insieme.
Perché se mi dicessero che si riparte domani non perderei neanche tempo a fare le valigie. Mi farei trovare al luogo di ritrovo con almeno 24 ore di anticipo.
Perché ogni volta che vi rivedo mi migliora la giornata.
Non voglio perdere neanche un minuto del tempo trascorso con voi. Voglio ricordare tutto. TUTTO.
Renzo che nella sala congressi del comune si accende tranquillamente una sigaretta. Rompere il ghiaccio grazie alla Clio. La nottata assurda in pullman. La risata della Elena. Le strade deserte e inquietanti di Brno. Il biliardo. Il cetriolo + panino al cetriolo nel pranzo al sacco. La Nadia che ha dormito con noi 2 notti su 6. La zuppetta regna.Arrivare la sera all'albergo stanchi morti promettendosi per quella sera di andare a letto presto, e poi restare alzati fino a tarda notte a far andare fuori di testa gli altri ospiti. La Teresa febbricitante che delira dopo aver raccattato medicinali da chiunque. Il casino per i corridoi (e la povera Teresa che non ne può più). Cracovia che è a dir poco f a v o l o s a. La chiesa di Santa Maria Chiseloricorda, le logge del mercato, la piazza spettacolo. Wojtyla ovunque. I mimi e gli artisti di strada fantastici, e rendersi conto di aver finito i soldi a forza di dar loro spiccioli (anche se c'è chi se la cava offrendo monete della Repubblica Ceca...senza fare nomi ^^). Il cavaliere con l'armatura che corteggia l'Elena facendola quasi strozzare dal ridere. Virgilio, come dimenticare Virgilio e la sua marpioneria? La sinagoga e i ragazzi con la kippah (che carini!!). Il ristorante con l'ennesima zuppetta e il pane tagliato a forma di cuore. Dario e la Federica che sclerano coi tovaglioli. La dama con l'ermellino. Le grotte di sale di Wieliczka. La guida robotica che si concede dello spirito. Dario che lecca le pareti salate. "Cazzo è salata!!". La chiesa scolpita nel sale. GIOVANNI PAOLO II di sale ("Eheheh...durerà ancora per poco! Slurp!"). La foto di gruppo. La Teresa che pratica la cartomanzia. Stringerci l'uno all'altro durante la visita di Auschwitz e Birkenau, sentirci vicini e non avere paura di piangere. La fantastica cena al ristorante italiano, con tanto di fantastica ubriacatura della Teresa ancora convalescente. Io che ordino la pasta ai tartufi e mi arriva la pasta ai funghi della Teresa, e viceversa. Dario che mi fa la storia della sua vita. La golonka o porco polacco. La foto con le facce sconvolte. La Teresa che diventa il nostro buffone di corte. Risate fino a sentirsi male. "Guarda, le porche polacche!!". Il pub polacco dove abbiamo dato il meglio di noi. La Chiara che s'innamora del cameriere minorenne. "Excuse me, this girl is in love with you!". Cantare a squarciagola Certe notti e poi l'inno italiano scandalizzando l'intero pub. Per poi concludere ovviamente con "Campioni del mondo!!". Oh yeah. Camminare scalzi nella piazza centrale di Cracovia. Arrivare in albergo distrutta e desiderosa del mio letto e ritrovarmi l'intero gruppo in camera senza mostrare alcuna intenzione di sloggiare. Viaggio per l'Austria. Dario che mi conclude la storia della sua vita e passa poi a espormi le sue riflessioni filosofiche. Ergo chiacchierata interminabile che ha reso piacevole quel viaggio pazzesco. De André. Arrivo al all'albergo in condizioni pietose. Serata delle catastrofi. La zanzariera che vola giù dalla finestra per tre piani. Io che per colpa di Dario rischio di seguirla. La chiave che non si trova più. Crisi. L'intero gruppo che si mobilita alla ricerca della chiave perduta. La Elena e Sean che sotto la pioggia battente partono all'avanguardia per tentare il recupero della zanzariera. La finestra traballante ("Porca puttana, ma in che cazzo di hotel siamo capitati??"). La Teresa che legge le carte. Poi ci prova il Govi ("Morirai in un incidente d'auto...ma almeno scoprirai di avere accanto a te delle persone che ti amano molto, poiché piangeranno la tua morte!" Ma graaaaaaaassieee...). Gli allarmi che scattano. Fuga precipitosa tipo mandria di bufali. Manuel che continua a dormire. Mauthausen. Altro fulmine a ciel sereno. "Strega!" e il soprannome è appioppato. Il viaggio di ritorno. Chiacchere, pettegolezzi, confidenze. Dario che fa il maestro di vita. Il cappello da pastore del Govi. Il Govi che davanti all'autogrill balla e canta "Bevi Aquarius" col cappello da pastore in testa. Sean che sfila. Una certa malinconia che si diffonde mano a mano che ci avviciniamo alla frontiera italiana. "Autiere, torna indietro!" Il desiderio che quel viaggio non finisca più. "Ehi, ma tu non puoi dormire!". Ultima chiacchierata con Dario ("A, B o C?"). Il pullman che si ferma davanti al comune. Ecco, è proprio finita.
Lo so, un elenco interminabile. E sono solo alcuni dei momenti speciali che ho vissuto con voi. Grazie di avermi dato tanto. E più di tutti grazie a Renzo, che hai reso questo possibile e che per noi, coi tuoi sessant'anni passati, sei stato un vero amico.
Non so cosa voglio, non davvero. Ma so che lo voglio con tutta me stessa. Con tutta l’intensità di cui sono capace.
Ho voglia di urlare. Ho voglia di urlare a squarciagola, a braccia aperte, lo sguardo verso l’alto. Ho voglia di ridere, di piegarmi in due dalle risate, di sentire le lacrime scorrere lungo il volto. Ho voglia di correre e non fermarmi, di sentire il fiato spezzato e una fitta al fianco. Ho voglia di ballare, di cantare, di saltare, di piroettare fino a non potermi tenere in piedi. Ho voglia di piangere e gridare. Di prendere a pugni qualcosa, di infuriarmi e indignarmi, di urlare al mondo lo schifo che mi suscita, e anche l’amore che provo per esso. Ho voglia di lottare, di essere aggressiva, di non arrendermi, di cambiare tutto. Ho voglia di andarmene a spaccare il mondo, e ho voglia di chiudermi in me stessa, nel mondo di fantasia che da sempre mi tiene prigioniera. Di non ascoltare nessuno, di rispondere alle parole degli altri con il silenzio, perché i miei occhi vedono altro. Di sognare, sognare, sognare, di solitudine, di annullarmi, di distruggermi, di non provare più niente, di perdere il contatto con la realtà, e ormai sono sulla buona strada. Ho voglia di spostarmi, di vedere, di scoprire, di riempirmi ben bene gli occhi e l’anima di tutto. Ho voglia di amare da morire. Ho voglia di mille colori, luci, sapori, suoni, di vita e di nulla.
…ho voglia di emozione…
Non c'è tempo per fermarsi, non c'è tempo per pensare...è tutto un'unica, assurda corsa sfrenata che s'interrompe solo al momento in cui mi accascio sfinita...quindi ormai affido la continuità degli interventi su questo blog ai testi delle canzoni che mi toccano il cuore...forse un giorno tornerò...se mai tornerà la voglia...
Venite pure avanti, voi con il naso corto,
signori imbellettati, io più non vi sopporto,
infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio
perché con questa spada vi uccido quando voglio.
Venite pure avanti poeti sgangherati,
inutili cantanti di giorni sciagurati,
buffoni che campate di versi senza forza,
avrete soldi e gloria, ma non avete scorza;
godetevi il successo, godete finché dura,
che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura
e andate chissà dove per non pagar le tasse
col ghigno e l' ignoranza dei primi della classe.
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna,
però non la sopporto la gente che non sogna.
Gli orpelli? L'arrivismo? All' amo non abbocco,
e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!
Facciamola finita, venite tutti avanti
nuovi protagonisti, politici rampanti,
venite portaborse, ruffiani e mezze calze,
feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un'arte,
coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese
in questo benedetto, assurdo bel paese.
Non me ne frega niente se anch' io sono sbagliato,
spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco,
e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!
Ma quando sono solo con questo naso al piede
che almeno di mezz' ora da sempre mi precede
si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore
che a me è quasi proibito il sogno di un amore;
non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute,
per colpa o per destino le donne le ho perdute
e quando sento il peso d' essere sempre solo
mi chiudo in casa e scrivo, e scrivendo mi consolo,
ma dentro di me sento che il grande amore esiste,
amo senza peccato, amo, ma sono triste
perché Rossana è bella, siamo così diversi,
a parlarle non riesco: le parlerò coi versi, le parlerò coi versi...
Venite gente vuota, facciamola finita,
voi preti che vendete a tutti un' altra vita;
se c'è, come voi dite, un Dio nell' infinito,
guardatevi nel cuore, l' avete già tradito,
e voi materialisti, col vostro chiodo fisso
che Dio è morto e l' uomo è solo in questo abisso,
le verità cercate per terra da maiali,
tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;
tornate a casa nani, levatevi davanti,
per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!
Io tocco i miei nemici col naso e con la spada,
ma in questa vita oggi non trovo più la strada.
Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo,
tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo:
dev'esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto
dove non soffriremo e tutto sarà giusto.
Non ridere, ti prego, di queste mie parole,
io sono solo un' ombra e tu, Rossana, il sole…
ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora
ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
perché oramai lo sento, non ho sofferto invano
se mi ami come sono, per sempre tuo, per sempre tuo, per sempre tuo...Cirano…

Di tutti i poeti e i pazzi
che abbiamo incontrato per strada
ho tenuto una faccia o un nome
una lacrima o qualche risata
abbiamo bevuto a Galway
fatto tardi nei bar di Lisbona
riscoperto le storie d'Italia
sulle note di qualche canzone.
Abbiamo girato insieme
e ascoltato le voci dei matti
incontrato la gente più strana
e imbarcato compagni di viaggio
qualcuno è rimasto
qualcuno è andato e non s'è più sentito
un giorno anche tu hai deciso
un abbraccio e poi sei partito.
Buon viaggio hermano querido
e buon cammino ovunque tu vada
forse un giorno potremo incontrarci
di nuovo lungo la strada.
Di tutti i paesi e le piazze
dove abbiamo fermato il furgone
abbiamo perso un minuto ad ascoltare
un partigiano o qualche ubriacone
le strane storie dei vecchi al bar
e dei bambini col tè del deserto
sono state lezioni di vita
che ho imparato e ancora conservo.
Buon viaggio hermano querido
e buon cammino ovunque tu vada
forse un giorno potremo incontrarci
di nuovo lungo la strada.
Non sto piangendo sui tempi andati
o sul passato e le solite storie
perché è stupido fare casino
su un ricordo o su qualche canzone
non voltarti ti prego
nessun rimpianto per quello che è stato
che le stelle ti guidino sempre
e la strada ti porti lontano
Buon viaggio hermano querido
e buon cammino ovunque tu vada
forse un giorno potremo incontrarci
di nuovo lungo la strada.
To see you when I wake up
Is a gift I didn't think could be real.
To know that you feel the same as I do
Is a three-fold, utopian dream.
You do something to me that I can't explain.
So would I be out of line if I said
I MISS YOU......
I see your picture, I smell your skin on the empty pillow next to mine.
You have only been gone ten days, but already I'm wasting away.
I know I'll see you again
Whether far or soon.
But I need you to know that I care
AND I MISS YOU......
Cate, perché non sei un uomo...?


ABOUT ME
»ME. Divisa. Sempre. Tra solarità e cupo pessimismo. Tra voglia di vivere e totale nichilismo. Tra dolcezza e acidità. Tra generosità e cattiveria profonda. Tra voglia di fare e pigrizia cronica. Sicuramente complicata. Magari simpatica. Credo intelligente. Spero, anche se per pochi, speciale.
HATE
»Oddio, vuoi proprio saperlo? Se inizio a elencare non finiamo più...be', proprio perché devo, andiamo sul classico: l'ipocrisia. Ma anche quelli che affermano di odiare l'ipocrisia. Perché, diciamocelo, ipocriti lo siamo tutti, nessuno scappa, e a volte l'ipocrisia è una gran bella comodità. Diciamo allora che odio l'ipocrisia oltre certi livelli. E poi che altro? La superficialità, i cretini che ridono, ridono, ridono. L'arroganza e l'ignoranza. Non parliamo poi della TV. A volte mi chiedo cosa me lo fa fare, la sera, di rinunciare a parlare con i miei (cosa che sarebbe molto ma molto più costruttiva) per seguire a bocca aperta un mezzobusto che t'informa con gravità dell'ultimo barbaro assassinio ("Tizio/a amava la vita, sognava di diventare ballerina di Domenica In/calciatore ricco sfondato e analfabeta/uomo d'affari corrotto/magnaccia/blablabla, ma i suoi sogni sono stati infranti per sempre da quarantaquattro coltellate", foto di Tizio/a, inquadratura del citofono, inquadratura del triciclo) o che ti annuncia con un sorrisetto malizioso l'ultimo, fondamentale flirt di Paris Hilton. Salverei solo Che tempo che fa, Luttazzi (ma già, dimenticavo, lui della tv non fa più parte), i Simpson, Scrubs e poco altro. Eppoieppoieppoi il dannato bisogno di appartenere a una categoria e di adeguarvisi pedissequamente. Gente come i Green Day o Avril Lavigne, che credono che un paio di Converse stracciate e gli scaldamuscoli a righe facciano il punk. E i quindicenni che li idolatrano e magari vanno pure a vederli sotto gli studi di TRL col loro bel cartellone, credendo di sputare in faccia al sistema e di aver resuscitato il rock. Ma fatemi il piacere. Ma più di tutti odio i Tokio Hotel. Il mio regno per una ghigliottina. Poi, da buona viareggina, odio l'estate, il caldo e il Carnevale. Quanto basterebbe per togliermi con disonore la cittadinanza viareggina. Ma ora che ci penso odio anche Viareggio, e quindi tanto varrebbe. Andare a fare compere, perché odio la folla, odio i commessi e tanto non mi piace mai niente. Il truzzo, anche se in fondo offre numerose occasioni di prese di culo e di risate. Il mio (fortunatanente) ex liceo e la mia (fortunatamente) ex classe. I furbetti, che qui in Italia sono razza particolarmente feconda. La chiesa (con la "c" minuscola) e i cattolici che si impongono la missione di salvarmi dalle fiamme dell'inferno. I pregiudizi, la paura del diverso, l'intolleranza (tranne naturalmente quando è rivolta, ad esempio, ai fascisti o agli ultras, due tendenze che spesso vanno in coppia), la violenza, la guerra, le ingiustizie, l'indifferenza, i potenti che giocano a risiko con il mondo. Che odio me stessa direi che era sottinteso. Arrivare alla fine di una giornata e avere l'impressione di averla sprecata. L'abitudine. Sentirmi vuota e spenta. Il mal di testa. Le mani screpolate dal freddo. Le unghie spezzate. Sparaflesciarmi per ore davanti al computer senza riuscire più a staccarmene quando avrei una marea di cose più utili da fare. Come adesso, per esempio.
<3
»>Leggere. Scrivere. Studiare (sì, va bene, mi piace studiare, e allora???). Viaggiare. Le mostre e i musei. Gli amici (pochi ma buoni, e loro sanno di chi parlo). La musica. Quella vera. Ridere di cuore. I dischi in vinile. La meravigliosa Edith Piaf. Gli anni '60. La fantasia visionaria di Tim Burton. Ovviamente i Beatles <3. ParigiLondraViennaCracoviaFirenze. Il cioccolato. Il viaggio in Polonia, e Renzo che mi ha dato l'occasione di parteciparvi, e tutte le persone fantastiche che ho avuto la fortuna di conoscervi. La neve. Il camino acceso. I pouf. Le penne stilografiche. Stare da sola. Il suono della chitarra. Guardare il cielo. L'Irish Pub (mi maaaaancaaa!!!!). Il teatro. Cantare. Jane Austen. Andare al cinema, ma solo quando ne vale la pena. Il gelato. I colori. La natura. Il quad *_*. Roberto Benigni. Il rosso e il nero. L'odore dell'erba tagliata. Pattinare e pattinare sul ghiaccio (con tutte le scivolate e le culate che comporta). La cioccolata calda in un pomeriggio freddo. Arrivare alla sera e sentirmi soddisfatta di quanto fatto durante la giornata. Dire "Ti amo". I concerti. I cani. Soprattutto il mio. I baci, le coccole, gli abbracci forti forti. Simpson, Futurama, Griffin e chi più ne ha più ne metta. Le foto. Farne e guardarne. L'aereo. Pensare. Fare sorprese. Tutto ciò che è semplice e spontaneo. Sognare. Nonostante tutto.
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